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Cagliari accoglie il terzo Convir organizzato dall’ADR
L’IRC “CHIAVE ERMENEUTICA” PER EDUCARE LA PERSONA E AIUTARE A LEGGERE LA CONTEMPORANEITÀ

 

   L’ADR in collaborazione con lo Snadir ha tenuto a Cagliari il 20 febbraio scorso il terzo convegno regionale di aggiornamento sul tema: “L’IRC e la formazione della persona per una cultura della vita”.
   L’argomento proposto è stato particolarmente gradito ai docenti, che da tutte le parti della Sardegna hanno partecipato numerosi, non lasciandosi scoraggiare né dalla pioggia, né dai tanti chilometri.
   L’evento, atteso e gradito, ha offerto, grazie ai relatori, una riflessione sulla finalità dell’IRC, per tutto ciò che attiene alla formazione della persona.
   A partire dalla presentazione del convegno affidata al Prof. Domenico Pisana, teologo morale, si è sviluppato un percorso attraverso il quale si è venuto a delineare un profilo di educatore capace, grazie alla sua professionalità, di aiutare i ragazzi a trasformare la conoscenza in “sapienza di vita”.
   Quell’“io so” non deve rappresentare un fatto compiuto ma un divenire verso l’“io sono”, che però muove i primi passi a partire dal sapere.
   Si tratta, quindi, di una formazione globale della persona per la quale devono concorrere tutte le discipline con le quali l’IRC inevitabilmente dialoga e che ne rappresenta il “sale”. Il tutto va fatto senza perdere mai di vista la realtà che i nostri ragazzi respirano e nella quale sono immersi, realtà che spesso vivono con grande solitudine, che si concretizza, talvolta, in una significativa percentuale di bocciati o in una grande percentuale di promossi ma con la sola sufficienza.
   In ragione di ciò il dott. Tocco, reggente USR della Sardegna, ha ricordato che l’autonomia, della quale si parla da tempo ma che nessuno, forse, ha saputo valorizzare, può es-sere lo strumento che permette una progettazione più mirata, dove ogni singola persona, Don Milani docet, è fatta oggetto di una particolare attenzione.
   Questa grande solitudine nella quale i ragazzi si trovano a navigare, come ha sostenuto nel suo intervento la Prof.ssa Cappai, bioeticista, ha bisogno di una professionalità docente che non si limiti a trasfondere saperi ma che sappia dialogare con la globalità della persona e con tutti i suoi versanti, non ultimo quello affettivo ed emotivo, senza trascurare o privilegiare nessuno. Questi sono i presupposti per poter incardinare quei valori che di fronte alle sfide dell’oggi, in merito al significato della vita in ogni suo momento, non si fanno scalfire da alcuna chimera. Da bioeticista quindi ha sottolineato la cura della persona sotto ogni profilo ed affermato altresì che la scuola deve acquisire nuove chiavi ermeneutiche per attrezzare i ragazzi a leggere la contemporaneità e per orientarvisi.
   La passione educativa, allora, deve connotare tutti i docenti, in particolare quelli di religione, non perché siano diversi ma perché hanno un quid in più dato non dalla loro persona ma dal contenuto della loro disciplina, come ha sottolineato con forza Don Isidoro, Direttore regionale dell’ufficio scuola per l’IRC. Nel suo intervento, infatti, ha posto tra le finalità della disciplina e della scuola quella di promuovere la speranza.
   Non è sicuramente un compito facile. Da una approfondita lettura della società fatta dal Dott. Cominelli, è emerso che tale società ha disertato il suo ruolo educante provocando una emergenza educativa proprio nel momento in cui la forza produttrice fondamentale è la persona “educata”. Cominelli ha sostenuto che tale crisi conduce inevitabilmente a definire lo stare a scuola un non senso perché ciò che la connota è la noia.
   Come salvarla, allora, se non con la coscienza del tutto e con l’autoformazione che richiede una sorta di introflessione riflessiva per conoscere noi stessi, come persone e come docenti.
   Dette provocazioni da parte dei relatori sono state stimolanti per animare un dibattito costruttivo.
   Il corso si è concluso con l’intervento di carattere giuridico-sindacale del Prof. Ruscica, Segretario nazionale dello Snadir, che ha reso in modo estremamente chiaro la problematica della valutazione facendo un exursus storico-giuridico. Ha inoltre definito in termini inequivocabili il significato di soprannumerario e di esubero.
   I convegnisti sono rimasti estremamente soddisfatti, e hanno auspicato, a breve termine, altre iniziative di aggiornamento.

Gloria Manutza

Adierre - Snadir - Professione i.r. - giovedì 4 marzo 2010